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Autodesk ha presentato SeeControl, una piattaforma per l'Internet of Things che consente alle aziende di catturare, analizzare e utilizzare i dati provenienti dai propri prodotti in uso. Frutto di un'acquisizione fatta da Autodesk lo scorso settembre, la nuova offerta SeeControl punta a ottimizzare i prodotti già esistenti e a impossessarsi dei dati di funzionamento che servono per creare servizi innovativi.

Le cose nel futuro – Con uno slogan efficace Autodesk chiama "the future of making things" il modo in cui l'industria sta modificando il metodo in cui nascono e si evolvono i prodotti. Basti pensare, come rileva in una nota della società il senior director Product Lifecycle Management e Internet of Things, Brian Roepke, al mondo automotive, dove i veicoli stanno cambiando rapidamente all'insegna dei servizi online annessi.

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A tutto cloud – Quei produttori che sviluppano e portano i propri prodotti sul mercato utilizzando i servizi cloud di Autodesk come Fusion 360 e PLM 360, ora con SeeControl hanno a disposizione una piattaforma, sempre cloud-based, ma arricchita con strumenti di analisi. Il fine è avere un monitoraggio più intelligente, predittivo e in grado di aumentare la competitività dei prodotti.

L'era del feedback – Per raggiungerlo SeeControl consente ai produttori di controllare come il loro prodotto si comporta quando viene utilizzato e di usare dati in tempo reale per ottimizzare le versioni future. In tal modo su può mantenere i prodotti in esecuzione a livelli di picco, intuire quando può accadere un inconveniete, stimare i tempi di manutenzione.

No code – SeeControl è una soluzione multi-tenant in cloud, non è legata a standard, la si utilizza senza codifica, usando classici strumenti drag-and-drop per gestire le comunicazioni dei dispositivi, l'analisi dei dati, la loro visualizzazione 3D.
Spazio ai partner – SeeControl ha anche gli strumenti e la tecnologia per facilitare la creazione di soluzioni di prodotto con il contributo di soggetti terzi. Autodesk ha selezionato vari fornitori di reti, gateway, sistemi embedded e vari strumenti compatibili l'un l'altro. Al momento se ne contano già un centinaio: da Arduino a Datalogic, da Intermec a Netatmo, per i dispositivi; da Alcatel Lucent a Hewlett Packard Enterprise per gli integratori di soluzioni; da Oracle a Sap Hana, da Cloudera ad Apache per le tecnologie correlate.
Prezzi chiari – Provarlo costa poco: la versione starter, che collega 500 dispositivi, costa mille dollari al mese. La Advanced, fino a 5mila device, costa 5mila dollari al mese (cioò un dollaro a dispositivo). Con la versione Enterprise si controllano fino a 50mila oggetti e il prezzo potrebbe scendere a mezzo dollaro per dispositivo.

Fonte: Dario Colombo, http://www.01net.it/

Dopo il 31 gennaio 2016 le licenze permanenti della maggior parte dei prodotti indipendenti non saranno più disponibili. L'interruzione verrà estesa anche alla maggior parte delle suite dopo il 31 luglio 2016.

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MAGGIORI DETTAGLI

La stampa 3D arriva a ridosso della produzione di auto: diminuiscono i tempi di attesa dei prototipi, aumenta la precisione dei dettagli e dei particolari

La stampa 3D, che da un paio di anni ha attirato su di sé l'attenzione, l'interesse e la curiosità da parte di tutto il mondo hi-tech e non solo, cosa c'entra con l'automotive e la produzione di auto? Ford, che ha acquistato nel lontano 1988 la terza stampante 3D prodotta nella storia, dopo averla sfruttata nello sviluppo, la ricerca dei materiali per la stampa 3D, la resistenza al calore e non solo hanno portato l'utilizzo della stampa 3D a ridosso della produzione di auto.

Il Ford Design Team per trasformare un'idea in un prototipo parte o da disegni e bozzetti su carta che vengono successivamente trasformati in oggetti in scala o grandezza naturale da artisti dell'argilla o da scultori digitali che realizzano al computer dei modelli CAD. Il secondo approccio restituisce maggiore precisione nei dettagli mentre il primo maggiore esecuzione estetica delle superfici del prototipo.

stampa3DFord

A questo punto subentra il team 3D che può partire o da elementi in argilla o digitali. Una volta fatta partire la stampa 3D, i macchinari pongono uno strato dopo l'altro di materiale in base agli input inviati dal computer scegliendo di utilizzare nylon fuso, solidificato tramite luci ultraviolette, sabbia.

Deciso e stabilito il design il modello 3D può essere utilizzato anche per la produzione.

In poche parole la stampa 3D ha velocizzato la produzione di prototipi e componenti rispetto al tempo necessario con i procedimenti tradizionali (passando da diversi giorni a poche ore) riducendo i tempi di realizzazione dei modelli di nuovi componenti; i designer ora possono sperimentare un numero maggiore di modelli in minore tempo.

Con la stampa 3D sono stati realizzati ad esempio i modelli del volante, dei 'paddle' del cambio e del sistema di apertura delle porte della Ford GT, nonché della griglia anteriore della Mondeo Vignale.

Per chi vuole cimentarsi nella stampa 3D di modelli della casa dell'Ovale, Ford ha realizzato il primo sito web (Ford 3D Store) dove si possono acquistare in versione pre-stampata o file 3d, tra più di 1000 modelli di auto tra cui la Ford GT, la Focus RS e la Mustang, nonché la Focus ST, la Fiesta ST e il pick-up americano F-150 Raptor.

Fonte: http://www.wired.it/

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Fusion

Autodesk ha avviato un progetto che prevede l'integrazione tra il visore HoloLens di Microsoft e il software per il design industriale Fusion 360.

In attesa di una versione più economica del visore, Microsoft offrirà HoloLens solo agli sviluppatori a partire dall'inizio del 2016. Tra i partner che hanno già testato la nuova tecnologia ci sono Volvo e Autodesk. La software house californiana ha pubblicato un video per mostrare l'integrazione tra HoloLens e Fusion 360, il tool cloud-based per il design industriale in 3D.

Guarda il Video

HoloLens è un visore per la realtà mista, in grado di portare oggetti virtuali nel mondo reale. Il computer olografico basato su Windows 10 può essere utilizzato in maniera autonoma, senza nessun collegamento al computer, in quanto integra tutti i componenti necessari all'elaborazione delle immagini digitali. Questa flessibilità di utilizzo può essere sfruttata in diversi settori, una dei quali è il design industriale e ingegneristico. Come si può vedere nel video, l'oggetto creato con Fusion 360 viene portato fuori dallo schermo e visualizzato nelle sue dimensioni effettive davanti agli occhi dell'utente.

Il progetto FreeForm avviato da Autodesk e Microsoft è nato con l'obiettivo di esplorare le possibilità di combinare HoloLens con il software Fusion 360. Le due aziende hanno sviluppato diversi prototipi e testato numerosi scenari di utilizzo, tra cui il lavoro collaborativo sullo stesso modello olografico. Nel video si vede, ad esempio, l'editing dell'oggetto olografico da parte di due ingegneri mediante le "air gesture".

FreeForm è ancora in fase di sviluppo, ma HoloLens diventerà sicuramente il dispositivo preferito dei designer e dei progettisti industriali.

Di Luca Colantuoni
Fonte: http://www.webnews.it/